Ristorante vicino al Garda e Mantova. Portofino
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    Il ristorante si trova a Ponti Sul Mincio, ed è ospitato in una struttura immersa nel verde delle campagne del mantovano, in un oasi di pace e tranquillità, circondato da un ampio prato, una spaziosa zona esterna ideale per eventi a bordo piscina.

    Map


    Portofino
    Strada Pozzolengo, 11 46040 Ponti sul Mincio (MN)





    Da vedere




    Da Visitare


    Castello di Ponti sul Mincio

    Il centro abitato di Ponti si affaccia sulla valle del fiume Mincio e dal lago di Garda si estende ai piedi di una collina dominata dall'imponente castello di origine medioevale, conservato quasi integralmente. L'impianto, ad andamento irregolare e allungato, è quello del castello-recinto con pianta poligonale adattata all'orografia del terreno con cinque torri poste a intervallo lungo le mura. Di queste, tre sono scudate, in modo da formare una pianta quadrilatera priva di muratura verso l'interno del recinto, così da poter essere controllate e battute dalle rimanenti due torri. Una è ubicata in corrispondenza dell'estremità settentrionale, altre due lungo i fianchi e rivolte rispettivamente a settentrione e a meridione.
    Le rimanenti due torri, probabilmente non contemporanee, sono invece poste negli angoli sud-ovest e sud-est, quindi verso l'abitato e verso il fiume. La prima, più bassa, profondante rimaneggiata con tetto a quattro falde e dotata di un grande orologio e di cella campanaria, era probabilmente destinata all'avvistamento, alla segnalazione, a ospitare il comando e per fungere da resistenza. La seconda invece, più alta, coronata da merli e posta a difesa di un edificio d'ingresso a camera, con doppia chiusura e tracce di ponte levatoio, era destinata al controllo del fiume. Le cortine, realizzate in ciottoli, presentano una merlatura priva degli elementi del coronamento superiore.
    Sorto su un'altura e protetto dal Mincio che scorre poco lontano, questo fortilizio è attribuibile alla signoria scaligera e con ipotesi differenti gli studiosi ne collocano la costruzione tra il XII e il XIII secolo. Negli anni del dominio scaligero e nel primo secolo della dominazione veneziana il luogo dove sorge il castello risultava in posizione strategica alla salvaguardia e al presidio dei confini verso il lago e il territorio mantovano. Il castello ebbe quindi una rilevante importanza militare come fortezza principale del sistema difensivo del territorio scaligero lungo l'asse del Mincio e fu spesso coinvolto nelle numerose guerre tra veronesi e mantovani, in perenne attrito per la tutela e l'ampliamento dei propri confini. Probabilmente la prima opera costruita fu la torre a sud-est, destinata al controllo del Mincio, alla quale, in seguito, furono presumibilmente aggiunte le tre torri scudate e il mastio a sud-ovest, verso l'abitato.

    Il Santuario della Madonna del Frassino - Peschiera del Garda

    La sua origine risale ad un’epoca segnata da grandi cambiamenti politici e da guerre per il dominio della città di Peschiera, che sono sempre state accompagnate da miseria, da fame e peste. La posizione della città ha sempre rappresentato, già dal tempo dei romani, un crocevia strategico che dal Veneto conduce verso la Lombardia, e quando scoppiavano le guerre era luogo conteso e quindi di battaglia.
    Quando nel 1509 Peschiera passò sotto il dominio dei Francesi il popolo, decimato dalle malattie e dal terremoto, trovò rifugio e conforto presso il suo Santuario, fuori le mura della città, tra il Mincio e la foresta Lugana.
    In questo angolo solitario, immerso nel verde, si narra avvenne un’apparizione della Madonna. La storia vuole che proprio sotto un albero di frassino un contadino fu salvato da un gigantesco serpente proprio dalla Madonna mentre lavorava le sue vigne.
    Il Santuario della Madonna del Frassino a Peschiera si raggiunge percorrendo un viale di cipressi. La chiesa a navata unica fu costruita nel 1514 e successivamente fu ampliata e ricostruita più volte. All’interno si trova una volta a botte ricca di affreschi, dipinti e stucchi decorati. Negli altari laterali si trovano alcune sculture di Paolo Farinati e una Madonna che ricorda l’apparizione. Oltre al Santuario, nei dintorni si trovano anche un convento francescano e due grandi chiostri. Dal 1996, alla terza domenica di Settembre, la statua della Madonna viene portata in visita al porto di qualche comune gardesano per benedire il Lago e le sue popolazioni.

    Ponte Visconteo - Valeggio sul Mincio

    Nel 1393 iniziarono i lavori di costruzione del Ponte Visconteo nella valle del Mincio.
    La progettazione della colossale opera fu affidata a due tra i più valenti ingegneri del tempo: il veronese Melchiorre Gambaretti ed il fiorentino Domenico dei Benintendi.
    Nell’estate del 1393, il capitano del Comune e del Popolo di Mantova, Francesco Gonzaga, sentendosi minacciato dalla costruzione del ponte-diga, inviò emissari diplomatici a Firenze, chiedendo un intervento per contrastare le mire viscontee. Fu comunque tutto inutile, perché il Visconti, per nulla intimorito dalla diplomazia mantovana e conscio del proprio valore militare, portò a compimento la grande impresa; ma davanti a complessi problemi di ingegneria idraulica dovette per forza apportare delle modifiche al progetto iniziale. Infatti da ponte-diga divenne “ponte-fortezza”. L’opera venne completata nel 1395, con la costruzione dei parapetti merlati e delle rocche centrali e laterali.
    Raccordato al Castello sovrastante, portò la lunghezza complessiva del “serraglio” a circa 17 chilometri. Se il “ponte-fortezza” ebbe un profondo impatto sugli equilibri politici dell’epoca, dal punto di vista militare la sua validità fu di breve durata. Infatti la stessa Repubblica di Venezia si accorse ben presto, quando subentrò ai Visconti nel 1405, che i costi di manutenzione erano superiori ai benefici ricavati in termini di sicurezza e controllo dei confini di stato.
    Nel corso del XVI secolo, le strutture valeggiane vennero vendute ai privati e solo negli anni Venti del secolo scorso il Comune di Valeggio sul Mincio si riappropriò di questo ponte e, con l’ausilio di una struttura in ferro, ripristinò la viabilità stradale.


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